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Come funziona la retribuzione del tirocinio formativo

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Se sei uno studente dell’Università online Niccolò Cusano di Siracusa alle prese con la ricerca di un lavoro, avrai sicuramente sentito parlare di tirocinio formativo. Tirocinio o stage sono termini molto utilizzati negli ultimi anni in ambito lavorativo. Per molti studenti o neo laureati si tratta della prima occasione per entrare nel mondo del lavoro ed acquisire un’esperienza pratica.

Il nostro staff ha pensato di realizzare una breve guida per fare un po’ di chiarezza rispetto a questo settore. In particolare cercheremo di capire come funziona la retribuzione del tirocinio formativo.

Se l’argomento ti ha incuriosito e vuoi saperne di più, continua a leggere.

Tirocinio formativo: cos’è?

Prima di parlare dell’aspetto retributivo, andiamo con ordine e vediamo cos’è un tirocinio formativo e cosa fa uno stagista.

Il tirocinio formativo consiste in un periodo di inserimento di uno stagista/tirocinante all’interno di un contesto lavorativo. Si tratta di un periodo di formazione professionale durante il quale il tirocinante acquisisce un’esperienza pratica in un determinato settore produttivo. 

Il tirocinio formativo può essere svolto da coloro che abbiano assolto l’obbligo scolastico, ovvero compiuto i 16 anni e frequentato la scuola per 10 anni. 

Il tirocinio può essere svolto tramite un soggetto pubblico o privato, detto ente promotore, che garantisce la serietà dell’azienda ospitante con cui stipula la convenzione.

In pratica il tirocinio formativo è un accordo tra tre soggetti:

  • tirocinante
  • ente promotore
  • struttura ospitante

Il tirocinio non prevede un contratto di lavoro, ma una convenzione per un percorso formativo. Tale percorso può essere erogato da enti pubblici, no profit e aziende private. Il contratto di stage si costituisce di due parti: una convenzione e un progetto formativo. La convenzione indica i dati legali e gli aspetti legali che riguardano il rapporto tra azienda ospitante e l’ente promotore. Il progetto formativo descrive invece il percorso formativo che dovrà svolgere il tirocinante. Rispetto al contratto, ogni regione ha una propria normativa.

Tirocinio curriculare ed extracurriculare

Esistono due tipi di tirocinio: curriculare ed extracurriculare. Qual è la differenza?

Nel caso in cui la convenzione venga stipulata con uno stagista studente, si parla di tirocinio formativo curriculare. In questo caso non è prevista alcune retribuzione obbligatoria. Il percorso formativo viene convertito in CFU, ovvero crediti formativi, in base all’accordo tra ente promotore e istituto di formazione. In pratica un’eventuale retribuzione è a carico dell’azienda.

Al contrario, il tirocinio extracurriculare è retribuito obbligatoriamente. L’ammontare della retribuzione versata al tirocinante varia da regione a regione. Le normative regionali stabiliscono una retribuzione dai 300 agli 800 euro lordi al mese. Di questo ci occuperemo più avanti.

Durata del tirocinio

Prima di passare alla retribuzione del tirocinio formativo, parliamo della durata dell’esperienza formativa.

Quanto dura un tirocinio formativo? Non esiste una durata unica: si va da un minimo di tre mesi ad un massimo di 12 mesi. Per i diversamente abili, il periodo può arrivare a 2 anni.

I firmatari possono decidere di terminare il tirocinio in ogni momento. Sono previsti anche periodi di sospensione che possono coincidere con la sospensione delle attività aziendali. In questo caso le ore di apprendimento saranno recuperate. 

retribuzione tirocinio formativo ragazza

Retribuzione tirocinio formativo

Ora che sappiamo qualcosa in più su cos’è un tirocinio formativo e come funziona, passiamo agli aspetti economici. Vediamo cosa stabilisce la normativa italiana in materia di retribuzione del tirocinio formativo.

Come già detto, per i tirocini curriculari non è previsto un rimborso spese obbligatorio.

Solitamente le aziende cercano di venire incontro allo stagista proponendo una cifra simbolica che serve a coprire praticamente le spese di trasporto.

Al contrario, gli studenti che intraprendono un percorso di tirocinio extracurricolare, hanno diritto per legge alla retribuzione.

Lo stipendio percepito da un tirocinante, come abbiamo accennato prima, cambia da regione a regione. Le regole che determinano la retribuzione variano a seconda della normativa regionale. Le linee guida stabiliscono che lo stipendio minimo sia di 300 euro lordi al mese. In regioni come Umbria, Sicilia e Friuli Venezia Giulia, i tirocinanti ricevono la retribuzione minima di 300 euro lordi al mese, ovvero il minimo stabilito a livello nazionale. Questa quota è detta anche indennità di partecipazione al tirocinio ed è di competenza delle regioni e delle province autonome.

Il resto delle regioni italiane riconosce ai tirocinanti importi intermedi, fino a 800 euro come nel caso del Lazio.

Per quanto riguarda la nostra regione, consigliamo di consultare il sito della Regione Sicilia, nella sezione Tirocini. Qui troverai le Linee Guida Regione Sicilia ed il Catalogo dell’offerta formativa.

Hai le idee più chiare rispetto a tirocinio formativo e retribuzione? Se sei alle prese con la ricerca di un lavoro, leggi anche come si prepara un curriculum.

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